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Daredevil - Born again

In tanti hanno parlato di questo gran fumetto della Marvel del 1986 con il mitico Frank Miller alla storia e David Mazzucchelli ai disegni, coppia collaudata già nel bellissimo “Batman Anno Uno”. La storia è ambientata nella realtà di Daredevil, supereroe Marvel molto umano, anzi direi molto più umano di tanti altri super-umani ed è un racconto a tratti noir che ben si adatta sia al personaggio ed alla sua storia personale che all’ambientazione in una New York malfamata e soggiogata dalla criminalità, quindi una città molto vicina alla vera NewYork di quegli anni. La storia ci mostra un uomo, Matt Murdock, aka Daredevil, che in sostanza ha perso tutto, lavoro, amici, identità segreta, lucidità mentale ed infine quasi anche la vita. E tutto questo a causa di una persona a lui cara che, in un momento disperato, ha venduto la sua identità segreta al più grande nemico di Daredevil, il criminale Kingpin. Questa storia è uno dei punti più alti del fumetto americano e, a mio parere, contiene ...

Lo strangolatore di Boston, considerazioni oltre l'investigazione

Ho appena terminato di vedere questo film tratto da una storia vera accaduta negli US, precisamente a Boston e dintorni, negli anni 60, la storia dello strangolatore di Boston.  Il film è sotto il genere thriller perchè racconta una vicenda che vede l’omicidio di 13 donne e la caccia al serial killer supportata dall’ottimo lavoro investigativo di due giornaliste. Dato il periodo storico in cui è ambientato, però, racconta anche molto altro e cioè una storia al femminile, una storia che forse in questo periodo è anche molto comoda per Hollywood ed il mondo del cinema in generale.  Infatti le vere protagoniste di questo film, a mio parere, sono le donne, sia le povere vittime della violenza sia le due giornaliste, che per passione, coraggio ed amore della verità, continuano il loro lavoro pur dovendo sfidare lo scherno dei colleghi maschi, i giudizi dei parenti ed amici ed infine gestendo le complicate situazioni familiari.  Quindi la cosa che più mi ha colpito di questo ...

The Last of Us - Joel ed Ellie, coppia del 2023

  La coppia del 2023 Dopo nove fantastici episodi è terminata anche la prima stagione di “The last of us”, una serie tv così bella come non ne vedevo da anni. Ho iniziato a vederla avendo alle spalle l’esperienza di gioco di entrambi gli episodi videoludici e, se questo, all’inizio, durante i primi episodi, per me era fonte di curiosità per vedere come la vicenda era stata resa nel passaggio dal mezzo “videogame” al mezzo “serie televisiva”, negli ultimi episodi è diventato un peso. Un peso perché sapevo già dove la trama stava andando, riuscivo ad anticipare i passi principali della storia e non volevo fosse così; avrei voluto avere lo stupore della prima volta. Infatti le puntate sono talmente belle che invidiavo quanti mi dicevano che stavano conoscendo il mondo di The Last of us per la prima volta con la serie tv. La qualità è altissima, la prova attoriale di entrambi gli attori principali è esagerata, la cura dell’adattamento è maniacale, ma originale al tempo stesso e second...

La settimana bianca - un libro scritto magistralmente

Stavolta un brevissimo post solo per scrivere un paio di pensieri su un libro che ho appena terminato di leggere e che mi è piaciuto molto per almeno tre ragioni di cui scrivo sotto.  Carrere è un grande scrittore e credo che non mi fermerò a questo secondo libro (per me da lettore), ma che continuerò cercando altri suoi libri da leggere...ma ora ecco a voi perchè mi è piaciuto il libro: La prima cosa che segnalo riguarda la scrittura di Carrere, questo è il suo secondo libro che leggo, dopo “L’avversario”, e di nuovo ho avuto modo di apprezzare come sia uno scrittore straordinario. Riesce a catturare il lettore ad ogni tipo di storia. Anche questo romanzo, che almeno in prima battuta parte come una semplice storia di bambini che vanno in gita, inizia in un modo semplice, non di grande interesse per il lettore adulto, ma attraverso dei dettagli, attraverso la vita vera che trasuda da ogni pagina riesce a tenere il lettore con la testa bassa a leggere. La seconda cosa, invece, che t...

Un libro che sembra scritto per me

  Ho appena terminato questo libro che ho letteralmente divorato. Acquistato oltre un anno fa, era lì che mi attendeva sporgendo dalla mia libreria. Ammetto che ho iniziato senza grosse aspettative, ma invece mi sono subito ricreduto perchè ne sono stato rapito. Sicuramente va fatto un chiarimento per non fraintendere dalla copertina o dal titolo: non è un manuale o una raccolta di consigli per scrittori alle prime armi, ma un saggio autobiografico scritto come fossero una serie di discorsi da fare in una conferenza (è lo stesso Murakami a dirlo nella conclusione), in cui Murakami, nel ripercorrere la sua storia, dà anche consigli e suoi punti di vista sul mestiere dello scrittore. La cosa che più mi ha colpito del libro è che in molti tratti mi sembrava di essere stato letteralmente io quello descritto da Murakami, sia nelle situazioni che in molti pensieri ed abitudini. Questo mi ha fatto sentire molto vicino all’autore e mi ha spinto a leggere sempre più velocemente il libro. Tr...

La lista degli Stronzi by John Niven, che libro!

  C’è poco da dire, a me i libri di John Niven piacciono e molto. Sia per come sono scritti per come raccontano la quotidianità dei personaggi e riflettono sulle piccole e grandi cose della vita, per come analizzano la società attuale e poi ovviamente per le storie, sempre ideate alla perfezione. Questa volta Niven decide di prendere a schiaffi il lettore più del solito con un libro crudo, realistico ed attuale ambientato in una America cupa dei giorni nostri, ma in un presente alternativo che ha visto Trump rivincere le elezioni al secondo mandato e poi delegare il ruolo alla figlia Ivanka per motivi di salute. È importante questo ai fini della trama perché il vero protagonista del romanzo è questa America cupa e crudele in cui, in sostanza, tutti i peggiori incubi si sono avverati e dove a livello culturale e sociale si è tornati indietro di qualche secolo. In questo sfondo si muove il Frank che, dopo aver scoperto di avere un tumore in fase terminale, decide di fare una lista di...

The last of us - la recensione dopo il primo episodio

Ho appena terminato di vedere il primo episodio di “The last of us” e devo ammettere di esserne rimasto affascinato. Per un totale di 85 minuti circa sono rimasto seduto senza staccare gli occhi dallo schermo, il che è davvero un’eccezione in questi tempi in cui ogni cosa può rappresentare una distrazione. Chiaramente sto guardando questo show con gli occhi di chi conosce bene entrambi i videogiochi e li ama. Quindi mentre vedevo ogni scena, sapevo già cosa aspettarmi dopo ed infatti se da una parte questo può eliminare parte del piacere, dall’altra fa sia rivivere l’esperienza del gioco, sia rispondere alla curiosità di capire come ogni scena è stata resa. Quindi è chiaro che mi piacerebbe davvero poter vedere questo show senza conoscere nulla della storia, ma ormai è impossibile. Mi piacerà però (e stavolta la cosa è fattibile) conoscere il parere sulla serie di coloro che non hanno mai sentito parlare del videogioco per capire se il mio giudizio è stato obiettivo. Tornando a questo ...